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Progetti/Corsi

 

PROGETTO
“Lisistrata! - La guerra è guerra”

Il progetto prevede la rielaborazione del testo classico di Aristofane che serve da supporto ad una drammaturgia contemporanea in cui trovano posto temi come il potere, la politica, la diplomazia fra gli stati, il dialogo, il linguaggio televisivo, le guerre che imperversano in tutto il globo (guerre di serie A e guerre di serie B), le discriminazioni, il sesso.
Gli attori svilupperanno l’azione drammatica attraverso l’uso del corpo, della parola e del gesto in un ritmo esasperato, per rendere il tutto grottesco e straordinariamente moderno. La musica oltre a suggerire atmosfere all’azione sarà un elemento portante della commedia, avrà anch’essa una funzione drammaturgica per punteggiare i vari momenti drammatici e comici.
Note di regia

“Lisistrata! La guerra è guerra” è uno spettacolo che vuole teatralmente giocare su un concetto archetipo dell’uomo: La guerra.
Il progetto è il risultato di un percorso condotto verso la conoscenza dei motivi e degli interrogativi che portano l’uomo ad atti estremi di violenza come la guerra o meglio “ l’arte della guerra.”
Il punto di partenza è fornito dallo studio di un classico della commedia greca: “LISISTRATA”di Aristofane.
La cosa che più colpisce del testo, è l’apparente semplicità dell’azione drammatica inserita in un tema molto complesso.
Protagoniste sono le donne, capeggiate da Lisistrata, che decidono di non fare più sesso con i loro uomini-soldati, per mettere fine alla guerra tra Sparta e Atene. Una rinuncia che creando confusione nelle truppe di entrambi schieramenti, porterà i soldati allo stremo delle loro smanie vogliose con la conclusione della fine della guerra e quindi il cedimento al ricatto di Lisistrata.
La guerra è sempre una grande perdita per chi la fa e chi la subisce, questo è  un concetto così vecchio ed arcaico quanto la guerra stessa. Nonostante tutto, per svariati motivi, l’uomo continua nella sua alienazione del ripetere se stesso, negli errori e negli orrori,  senza sapersi reinventare, oscillando sempre tra uno stato di pace apparente ed uno di guerra permanente.
La reiterazione e l’alienazione dell’uomo, l’eterna guerra e l’eterna pace, offrono il materiale necessario per una messa in scena che guarda al testo classico di Aristofane come ad una solida base da cui partire (un testo che è stato un interessante strumento per l’emancipazione della donna) per allargare lo sguardo ad un racconto che penetra grottescamente nella totale stupidità dell’intelligenza umana prigioniera di  schemi autodistruttivi, schemi incapaci di far evolvere nell’uomo principi morali  o presunti tali, che sono la vera evoluzione dal micro al macrocosmo dell’umanità.