Artissunch e Boccaccio. Una coppia d’autore
Non si ferma un attimo. Va da una parte all’altra del palco, gesticola, cambia voci, espressioni, balla, canticchia… E’ uno solo sulla scena, ma sembrano mille.
Il giullare dell’amor cortese Stefano Artissunch venerdì sera ha cantato al pubblico del Palafolli le gesta di dame e cavalieri, monaci e raminghi, nati dalla penna irriverente di ser Giovanni Boccaccio. A lui, che ha fatto dello stile ‘povero’ della prosa una forma d’arte si è rivolto l’omaggio dell’ex Cecco (ed ex Dante). Che, da novello cantastorie, ha portato indietro di sette secoli le lancette degli orologi, catapultando gli spettatori in una piazza medievale dove, accompagnato dalla musica di Pierpaolo Marini, si è divertito a rivivere alcune tra le più brillanti novelle del Decameron.
Ed anche quelle più tristi, come quella «Messer Guglielmo Rossiglione» che narra dell’atroce vendetta dell’amor tradito, hanno goduto di una lettura del tutto inedita (e antiscolastica). Artissunch in scena si trasforma: quasi in trans si fa uomo, donna, diavolo e angelo. Una forza della natura che, con ironia e sensibilità , non si stanca mai di interagire col pubblico con il quale condivide le gioie e i dolori di amanti beffati, muti ‘miracolati’, monache vogliose e mariti gelosi.
Tutto l’universo di Boccaccio riassunto in due ore, intense, di spettacolo: uno spettacolo senza riprendere mai fiato. Esilaranti e azzeccatissime le musiche che accompagnano le gesta del buffone Artissunch che cavalca al ritmo de «Il triangolo» di Renato Zero e cammina nel mattino con «Albachiara». Lascia il segno l’interpretazione di Alibech, svampita ragazzina che ritiene ‘fichissimo’ farsi ‘romita’, ma poi sfinisce il diavolo del vero eremita Rustico tentando, in continuazione, di rimeterlo al posto suo… nel ‘suo inferno’. Sei le novelle, tra le meno scolastiche, che Stefano si è deciso a riproporre per dimostrare che, a distanza di più settecento anni, la verve di Boccaccio resta attualissima e le sue storie, con una risata, hanno ancora molto da insegnare. Una scommessa vinta con il pubblico (anche molto giovane) che non ha trattenuto sorrisi e applausi. E ce ne volevano, per chi, con due smorfie ed un gesto, è riuscito ad emozionare e coinvolgere gli studenti con quelle sorprese della cultura che i professori spesso rendono indigeste in classe.
[Fonte: Nicoletta Tempera, il Resto del Carlino 10 marzo 2008]
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Dati articolo
Stai leggendo “Artissunch e Boccaccio. Una coppia d’autore,” un articolo di Synergie Teatrali
- Pubblicato:
- 03.10.08 / 12pm
- Categoria:
- Rassegna Stampa, Decameron
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