Decameron: “Gli amori del principe galeotto”
Sei novelle, accuratamente selezionate, fra quelle meno scolastiche, dall’artista ascolano (per adozione) Stefano Artissunch. L’ideatore di Synergie Teatrali reduce dal successo del “Don Chisciotte”, propone al pubblico un rielaborato (ma non troppo) Boccaccio.
Il Monaco e l’abate, Messer Gulielmo Rossiglione, Nastagio degli onesti, Arimino il marito geloso, il Diavolo ed il Ninferno, “gli amori del principe galeotto”, portati in scena con l’ironia e la verve che contraddistingue, “laboratorio creativo” di Artissunch.
“Una rilettura colta e popolare, scurrile ed umanistica, l’arguzia e l’erotismo bucolico dei personaggi boccacceschi come l’abate, il monaco e Masetto, offrono terreno fertile alle varie interpretazioni di Artissunch che si diverte ad entrare ed uscire dai personaggi”.
Le sei novelle in realtà sono l’esordio di un progetto teatrale di più ampio respiro, un work in proget di un contesto in evoluzione, che porterà l’artista, alla drammaturgia di ben trenta novelle. Mantenendo intatta la tematica dell’erotismo che contraddistingue l’opera del Boccaccio, gli artisti diverranno, giullari, cantastorie, moderni bardi. Il progetto prevede anche incontri dell’ Autore con i ragazzi delle scuole: un modo tutto nuovo e giocoso di interazione fra cultura scolastica e teatralizzazione delle opere, ed anche “introduzione alla parola del teatro”.
I due “classici contemporanei”, Stefano Artissunch e Pierpaolo Marini (musicista), in un Recital tutto da vedere: “uno spettacolo dedicato alle donne com’è nell’intenzione dell’autore e dell’opera.
Uno spaccato della società del trecento che non manca mai di dimostrare la sua straordinaria attualità , e che Artissunch racconta con l’abilità di un artista maturo, versatile e raffinato”.
Una realtà importante, quella portata alla luce da Synergie Teatrali, una realtà che ci appartiene, che appartiene a tutti, caratterizzante di un territorio che riproduce nonostante tutto una la complessità moderna inconsueta. L’evoluzione del territorio passa anche, dalla valorizzazione di spaccati artistici, come quelli che la compagnia ascolana vuol promuovere e che troppo spesso restano “sommersi”.
[Fonte: Giuseppina Pica, ilQuotidiano.it, 04 marzo 2008]
Dati articolo
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- Pubblicato:
- 03.04.08 / 1pm
- Categoria:
- Rassegna Stampa, Decameron
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