«Io come Don Chisciotte, sempre arrabbiato» - Artissunch ed il trionfo al Ventidio
Sguardo profondo, occhi penetranti che scrutano ogni dettaglio. Sguardi così, che arrivano a essere spiritati e febbrili, spesso celano le più interessanti personalità. Almeno questo è il caso di Stefano Artissunch, attore e regista di teatro in questo momento accasato ad Ascoli. In questo momento (anche grazie alla moglie Danila, ascolana doc), perché nella vita di questo sardo con il cognome da austriaco il viaggio è sempre stato un compagno fedele.In compagnia con Monica Guerritore e con Paolo Bonacelli, attore per il Teatro di Sardegna e per lo Stabile di Bolzano (sono alcune tappe della sua carriera), Artissunch è uomo che vive immerso “nel” mondo, senza essere “di” mondo, nell’accezione più modaiola del termine. Nel senso che, oltre a non essere mai banale, è difficile - sarebbe meglio dire impossibile - vederlo scendere a compromessi.
Sentite che dice di questo Don Chisciotte, con cui ha debuttato tra gli applausi con la sua compagnia Synergie Teatrali, al teatro Ventidio Basso di Ascoli (oggi ultima replica, ore 17.30). «So benissimo di essermi buttato in pasto al giudizio altrui, su questo testo tutti hanno da dire qualcosa. Io so solo che Don Chisciotte è un po’ come me: lui è sempre incazzato e io pure. Ma perché non provare a cambiare le cose, pur andando incontro a tutti gli ostacoli che ti si parano davanti?».
Bel caratterino, ma forse non c’è altro modo di affrontare il teatro (che coincide con la vita, o no?) se non affrontando tutti i rischi del caso. Intanto, questo “Don Chisciotte” - allestito prendendo forze importanti tra il Piceno e il Fermano: in palcoscenico ci sono anche Piergiorgio Cinì, Alessandro Marinelli, Alessia Bedini, Stefano De Berardin e Gian Paolo Valentini, altrimenti che “synergie” sarebbero? - comincia a vivere una vita propria, che dopo Ascoli lo porterà nei teatri di Monte San Pietrangeli (16 febbraio), San Ginesio (1 marzo), Offida (14 marzo) e una settimana in Sardegna (18-25 aprile).
Per cominciare, perché Artissunch con il cavaliere di Cervantes (rivisto e corretto, muovendosi lo spettacolo sui crinali di cabaret e follia) ha tutta l’intenzione di ripetere i successi ottenuti con il precedente “Cecco d’Ascoli“: altro personaggio mica facile, fatto conoscere dalla Toscana alla Calabria, ma che è stato difficile imporre nelle Marche. Tranne ad Ascoli, dove giocava in casa. «Qui da noi il problema principale è farti ascoltare, ma le energie sono infinite». E all’Artissunch, l’uomo con gli spigoli al posto giusto, ci vuole un attimo nel trasformare queste energie in “synergie”.
[Fonte: Pierfrancesco Giannangeli, il Messaggero 2 dicembre 2007 ]
Dati articolo
Stai leggendo “«Io come Don Chisciotte, sempre arrabbiato» - Artissunch ed il trionfo al Ventidio,” un articolo di Synergie Teatrali
- Pubblicato:
- 12.03.07 / 5pm
- Categoria:
- Rassegna Stampa, Don Chisciotte

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