Il ritorno di Cecco conquista il Ventidio

Cecco d'AscoliL’«ERETICO» diretto e interpretato da Stefano Artissunch, è passato felicemente dallo spazio en plein air del Chiostro Sant’Agostino, al Teatro Ventidio Basso, confermando la validitĂ  di Synergie Teatrali, la neo compagnia di produzione teatrale ascolana. Il lavoro rivisto e adattato per il debutto in teatro, ha affrontato con le carte in regola, la sacralitĂ  del “Massimo” imponendosi per la validitĂ  dello staff, coordinato da Danila Celani.

NUOVO E D’EFFETTO, l’allestimento scenico, con accurata scelta di musiche,fumi e luci, e strategie tecniche (specchi e trasparenze per simulare il rogo e cavi per voli di personaggi), ideato e realizzato da Pino Presciutti. Insolito e originale, il taglio offerto al personaggio di Cecco che sgusciato dalla tetra iconografia medievale ha acquisito forza e vitalità nell’interpretazione di Artissunch.

FRANCESCO STABILI, austero e cupo che un monumento ascolano, ricorda lugubre, col braccio teso e l’indice in basso, con Artissunch , è divenuto umano. Artissunch, affermatosi nella Compagnia di Monica Guerritore, interpretando questo ruolo, ha riconfermato la sua forte presenza scenica, mixando efficacemente, recitazione e movimento, per dare visibilità ed energia questa volta, ai conflitti interiori e alle emozioni di un personaggio storico scomodo e avversato. Di Artissunch è piaciuta la grinta e la passione.

DI FRANCESCO STABILI, è arrivato il messaggio di uomo ribelle e di uomo di fede. Chi già aveva familiarità con Cecco, lo ha riscoperto, chi su Cecco aveva idee confuse lo ha scoperto. Con l’attore sardo, si sono mossi in scena, armonicamente distribuiti in tempi e spazi gli attori: Piergiorgio Cinì, Mirko Feliziani, Alessandro Marinelli, Elisa Maestri e Veronica Barelli e il ballerino Marco Fausti. Un sapiente lavoro d’èquipe che è riuscito a cogliere l’atmosfera cupa e avvolgente dell’oscurantismo medievale, alleggerita da passaggi di danza e flash di comicità ascolana, scoppiettante ed efficace nello stemperare drammi.

UN LAVORO, a ritmo serrato che è arrivato al cuore degli ascolani, restituendo luce a una antica storia e risvegliando ricordi. Con tanti applausi e coda finale ai camerini ma senza bis, perché era teatro.

(Fonte: Franca Maroni, il Resto del Carlino, 21/01/2007)


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