Pene d’amor perdute - Ascoli Piceno - dal 19 al 21 dicembre 2008

spettacolo teatrale Ascoli PicenoNasce un nuovo connubio teatrale: Marina Suma e Stefano Artissunch debuttano in anteprima nazionale in una delle piĂą esilaranti commedie di William Shakespeare, Pene d’amor perdute, dal 19 al 21 dicembre 2008 al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno.

“Synergie Teatrali è senza dubbio una compagnia emergente nel movimentato quadro teatrale marchigiano”, così ha esordito Gilberto Santini, direttore dell’Amat (Associazione Marchigiana Attività Teatrali), nel seminario organizzato dall’Amat “il Teatro e le Città”, tenutosi lo scorso 31 ottobre a Macerata, alla presenza degli amministratori locali e di varie personalità culturali del settore.

“Una compagnia -ha concluso Santini- che sa rinnovarsi continuamente: sono molto colpito dal nuovo spettacolo che Stefano Artissunch, direttore artistico di Synergie, sta mettendo in piedi proprio in questo periodo, puntando su una protagonista illustre come Marina Suma, un’accoppiata strategica e di sicuro effetto”.

Ormai non è solo un’indiscrezione per gli addetti ai lavori, ma un progetto in via di realizzazione. La personalità vulcanica del regista-attore e drammaturgo Stefano Artissunch sembra non essere stata mai così produttiva: due nuovi spettacoli ideati nell’arco di soli sei mesi, di cui il primo, “Venti Mila Leghe sotto i Mari”, andato in scena in anteprima nazionale al Teatro dell’Arancio di Grottammare (AP) lo scorso 9 settembre, ha già mosso gli interessi degli organizzatori della stagione teatrale di Pescara, che lo ospiteranno in replica al Teatro Florian nel prossimo febbraio, mentre il secondo spettacolo “Pene d’Amor Perdute”, oggi in fase di realizzazione, vedrà, come protagonista Marina Suma, attrice molto amata dal grande pubblico nazionale, accanto ad un cast di soli professionisti, quali Alessia Bedini, Piergiorgio Cinì, Stefano De Bernardin, Gian Paolo Valentini e David Quintili.

“L’idea è partita da Stefano -racconta Marina Suma- e alla fine ho deciso di accettare la sua proposta perché mi piace rinnovarmi e investire nelle persone che hanno la forza e la capacità di portare avanti i propri progetti. Del resto impersonare una futura regina di Francia per me è una novità assoluta e quello che mi ha colpito di più di Stefano è il suo modo innovativo di lavorare, riesce con semplicità a tirarti fuori del tuo: l’impostazione del personaggio non risponde a un’idea specifica a priori, piuttosto viene elaborata dall’interpretazione dell’attore e limata durante le prove sotto la sua necessaria supervisione. Questa idea mi piace molto ed è un po’ l’essenza stessa di Synergie Teatrali, nel senso letterale del termine. Inoltre mi sono resa conto che lo scenario teatrale marchigiano è molto interessante, e sono davvero entusiasta e impaziente di conoscerlo meglio”.

Lo spettacolo “Pene d’Amor Perdute” realizzato da Synergie Teatrali in co-produzione con il Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno ed in collaborazione con il Comune di Monsampolo del Tronto, propone la sfarzosa commedia romantica di William Shakespeare, che narra dello scontro Seduzione-Castità e del potere travolgente dell’Amore. Si tratta di un’opera dall’intreccio in apparenza semplice ma che nasconde la scintillante ambiguità tipica delle commedie shakesperiane da cui si evince la straordinaria modernità dell’opera.

“Per questo spettacolo -racconta Artissunch- ho pensato a Marina Suma come attrice protagonista per varie ragioni: perché è un’artista che nel panorama del cinema e del teatro italiano ha attraversato diversi ruoli, e dunque diversi umori, si muove bene tra drammatico e commedia, essenziale per il personaggio che andrà a impersonare. Inoltre, essendo una donna che mostra una forte presenza scenica, è idonea a rappresentarsi nei panni di una principessa di Francia prossima a diventare regina. Forse sembrerà un cliché, ma credo che la sua indole molto schietta, da napoletana verace, darà sicuramente una caratterizzazione molto forte al personaggio”.

Il debutto di Pene d’Amor Perdute, in anteprima nazionale, è fissato al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, in tre serate, dal 19 al 21 dicembre 2008, mentre repliche andranno in scena dal 29 gennaio al 1 febbraio 2009 a Porto San Giorgio (FM), Mogliano (MC), Morrovalle (MC), Monsampolo del Tronto (AP).

“A queste date -conclude Danila Celani, responsabile organizzazione e amministrazione della compagnia- seguirà una tournée nazionale tra l’estate 2009 e l’inverno 2010. Ci hanno già contattato diversi direttori di circuiti teatrali ed operatori interessati allo spettacolo. Al momento siamo in trattativa con sei diverse regioni italiane. La prossima stagione, insomma, si prospetta ricca di iniziative”.

Dal 19 al 21 dicembre 2008
Teatro Ventido Basso
Via del Trivio 1
Ascoli Piceno

PENE D´AMOR PERDUTE
di W. SHAKESPEARE
Regia di Stefano Artissunch
Cast: Marina Suma, Stefano Artissunch, Alessia Bedini, Piergiorgio Cinì, Stefano De Bernardin, David Quintili e Gian Paolo Valentini

Biglietti:
Posto di platea € 22,00
Posto di palco centrale I e II ordine € 22,00
Posto di palco laterale I e II ordine, palco centrale III ordine € 18,00
Posto di palco laterale III e VI ordine € 13,00
Loggione € 8,00
Speciale studenti € 8,00

Biglietteria: 0736.244970

[Fonte: LaPrimaWeb.it]

Inviato alle 10am on 11/06/08 | no comments | Categoria: Rassegna Stampa, Pene d'amor perdute Leggi il resto dell´articolo

Puntiamo sui giovani attori

spettacolo teatrale Ascoli PicenoDa oltre vent’anni ha scelto le Marche per fare del mestiere d’attore la sua vita. E’ Stefano Artissunch, nato 37 anni ad Alghero ma sin dall’etĂ  delle scuole superiori risiede ad Ascoli. Ha frequentato l’Istituto Montani a Fermo e poi ha scelto di calcare il palcoscenico. A 20 anni eccolo arrivare ai laboratori teatrali, agli stages e all’incontro con i grandi professionisti dell’arte scenica, da Ugo Pagliai a Gianfranco Iannuzzo, da Paola Quattrini a Paola Gassman, con cui ha recitato ne l’Inferno, sino all’approccio con il regista Giancarlo Sepe, con cui ha lavorato nella trilogia con Monica Guerritore: Madame Bovary (2001), Carmen (2002) e La signora delle Camelie (2003).

Come mai, dopo questo tour importante in giro per l’Italia, c’è stata la decisione di tornare ad Ascoli?

“Nel frattempo mi ero sposato e avevo avuto un figlio, quindi credevo fosse giusto fermarmi un po’. Tuttavia vivendo ad Ascoli, che è la cittĂ  di mia moglie, ho colto un humus artistico che mi ha indotto a ripartire proprio da questa piccola realtĂ . Ho visto tanti ragazzi dotati di grande passione e gli spettatori pronti ad accogliere con entusiasmo anche i lavori provenienti dai talenti locali”.

La sfida di Artissunch è stata quindi quella di aiutare a far cambiare la mentalità agli ascolani?

Era il momento giusto, al di lĂ  delle piccole invidie e diffidenze che esistono ovunque. Ho intessuto collaborazioni con le scuole esistenti, come il Minimo Teatro e la Compagnia dei Folli, e sono stati realizzati in quattro anni tanti spettacoli di grande quanto inaspettato successo. Oltre alle rappresentazioni allestite con i ragazzi, dal Mago di OZ a Sogno di una notte di mezza estate, sono nate poi delle grandi produzioni molto amate da critica e pubblico. Sì, a partire da ‘Cecco d’Ascoli - l’Eretico‘ le istituzioni si sono accorte delle potenzialitĂ  del mio gruppo, che deve moltissimo anche alla caparbietĂ  e alle capacitĂ  di mia moglie, Danila Celani, che è riuscita finora ad imporre le nostre produzioni in tutta Italia. Con Don Chisciotte siamo entrati nel listino dell’Amat e la stessa cosa avverrĂ  nel prossimo dicembre con il nuovo lavoro ‘Pene d’amor perdute‘ di Skakespeare, con cui debutteremo al Ventidio Basso.

Perchè come regista lavora quasi sempre con gli stessi attori?

Si è creata una situazione di affiatamento, una condivisione. Io credo molto nel valore degli incontri quando si lavora a teatro. Con Alessandro Marinelli, Alessia Bedini, Piepaolo Cinì e tutti gli altri ho costruito un lavoro d’equipe di cui sono molto soddisfatto.

Cosa vede nel suo futuro Stefano Artissunch?

Personalmente vorrei lavorare come attore nelle fiction tv, perchè credo rappresenti un viatico necessario - legato sia al denaro e che alla visibilitĂ  - per poter continuare ad investire sul teatro, che ha bisogno sempre di volti popolari e di fondi per poter andare avanti. Ma la sede della mia esistenza, anche professionale, rimarrĂ  qui. Ho ancora tante cose da dire e nuove scommesse da fare. Per il mio nuovo spettacolo, ad esempio, avrò bisogno di tanti nuovi artisti per creare un coro di teatranti. Credo nei giovani: in questo mondo di individualismi c’è sempre bisogno di qualcuno che possa infondere coraggio e offrire occasioni. In passato a me è accaduto e credo che sia necessario fare altrettanto con le nuove generazioni.

[Fonte: Filippo Ferretti, Corriere Adriatico 01 ottobre 2008]

Inviato alle 3pm on 10/01/08 | no comments | Categoria: Rassegna Stampa, Regie, Attore Leggi il resto dell´articolo